Farmabarocco | Il Distress nel paziente oncologico
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Il Distress nel paziente oncologico

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Il Distress nel paziente oncologico

La diagnosi di tumore è spesso esperita come un’aggressione sia al proprio corpo sia alla propria identità psico-fisica. In questo ambito viene studiato in particolar modo il cancro, i suoi sintomi fisici e il suo trattamento (National Comprehensive Cancer Network, 2003).

Questa esperienza può essere considerata come un continuum, ai cui estremi si collocano da un lato le normali sensazioni di paura, vulnerabilità, tristezza, solitudine, e dall’altro le condizioni particolarmente disabilitanti come il panico, l’ansia, la depressione, l’isolamento sociale, la crisi spirituale ed esistenziale. In quest’ultimo caso abbiamo di fronte una condizione che purtroppo è in grado di influenzare il benessere del paziente, dei suoi bisogni, la compliance e anche l’efficacia del trattamento.
Solitamente le categorie più vulnerabili al distress emozionale sono le donne, le persone più giovani, coloro che non sono coniugati, le persone con cancro all’apparato respiratorio e alla mammella e pazienti sottoposti a chemioterapia.
Il distress emozionale sembra invece relativamente indipendente dalla fase della malattia, è quindi utile un monitoraggio continuo lungo tutto il percorso terapeutico perché non è prevista remissione spontanea.
L’indicazione di definire il distress emozionale come il sesto parametro vitale in oncologia (Builtz e Carlson, 2006) evidenza proprio l’importanza del monitoraggio continuo e soprattutto il valore di questo parametro come screening di primo livello nelle condizioni cliniche più gravi, e quindi, meritevoli di un intervento più approfondito, se necessario anche di tipo psichiatrico.
Spesso i pazienti malati, in particolare quelli affetti da patologie croniche e potenzialmente mortali, devono confrontarsi quotidianamente con una quantità di stimoli e situazioni stressanti che rischiano di sovrastare anche le strategie di coping più resistenti e le risorse interpersonali.
Le ricerche dimostrano che le donne operate al seno che hanno seguito interventi psicologici migliorano il distress legato alla malattia e producono benefici a distanza di un anno (Antoni, 2006), mentre un programma basato sulle sedute di rilassamento e meditazione della durata di otto settimane si è mostrato efficace nella riduzione dello stress soggettivo e biologico ma non a livello dell’umore (Carlson, 2004).
Il programma attuato dalla Carlson prende il nome di MBCR (Mindfulness-Based Cancer Recovery) è un programma che integra esercizi, tecniche e conoscenze basati sulla Mindfulness ma con delle integrazioni di pratiche per ridurre effetti collaterali (come la nausea o l’insonnia) o riflessioni sul senso di identità (“pratica del chi sei?” legata alla perdita dei capelli).

Negli studi i pazienti ottennero una riduzione del 65% della sintomatologia dei disturbi dell’umore, tra cui ansia, depressione, rabbia, riscontrarono più vigore, meno stanchezza e confusione (Speca et al. 2000). Una riduzione del 35% dei sintomi di stress, diminuzione della tensione muscolare, problematiche relative allo stomaco, all’intestino e attivazione del sistema nervoso. I benefici durarono fino a 6 mesi dopo la partecipazione al protocollo (Carlson et al. 2001).

 

DOTT.SSA SONIA NIRO 
Psicologa 
Insegnante Mindfulness e protocolli MBSR 
Socia CISM Socia A.ME.CO

 

 

 

BIBLIOGRAFIA
 Antoni M., Lutgendorf S. “The influence of biobehavioural factors on tumor biology: pathways and mechanisms”. Nat Rev Cancer 2006.
 Carlson L.E., Garland S. N. - Impact of mindfulness-based stress reduction (MBSR) on sleep, mood, stress and fatigue symptoms in cancer outpatients - Int J Behav Med (2005) 12(4):278-285.
 Carlson L.E., Ursuliak Z., Goodey E., Angen M., Speca M. “The effects of a mindfulness meditation based stress reduction program on mood and symptoms of stress in cancer outpatients: Six month follow-up”. Support. Care Cancer (2001), 9:112–12.

 

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